Sud-Est Sicilia, il futuro del mare tra borghi e porti
Convegno a Donnalucata: focus su transizione culturale, turismo e cooperazione internazionale per rilanciare l'economia del Mediterraneo
Quale futuro attende il mare del Sud-Est siciliano? Se n’è discusso ieri a Donnalucata in un convegno che ha tracciato un quadro critico ma ricco di opportunità. La sfida è trasformare il territorio in un’area di pregio nel Mediterraneo, puntando su uno stile di vita "Made in Italy" dal forte carattere umanistico. Francesco Di Sarcina, presidente dell'Autorità Portuale, ha indicato tre pilastri: Consapevolezza, Cambiamento e Responsabilità. I porti, specchio della salute economica, richiedono una transizione culturale "dall'io al noi" per attrarre investimenti. Visione condivisa dal prof. Marco Platania, che ha esortato i borghi a non essere semplici attrazioni ma comunità vive e accoglienti, dove "abitare" significhi prosperità autentica. Cruciale il ruolo del GAL Terra Barocca, con Salvatore Occhipinti che ha presentato la nascente DMO di Ragusa, strumento per un piano strategico del mare che coinvolga le province di Catania, Ragusa e Siracusa. Non è mancato il "grido di dolore" di pescatori e commercianti, chiamati a una rigenerazione coraggiosa per affrontare i cambiamenti epocali e aprirsi a nuove cooperazioni con l'Europa e il Nord Africa.
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