Concetta Raia: "Sicilia al collasso: il caro carburanti mette in ginocchio agricoltura e pesca. Servono interventi immediati e straordinari"
On. Concetta Raia (Dirigente PD Sicilia): "Sicilia al collasso: il caro carburanti mette in ginocchio agricoltura e pesca. Servono interventi immediati e straordinari"
(Riceviamo e Pubblichiamo) PALERMO. La Sicilia è sull’orlo di una crisi economica e sociale senza precedenti. L’impennata del costo del gasolio, aggravata dalle tensioni internazionali legate anche allo Stretto di Hormuz, sta colpendo duramente due pilastri fondamentali dell’economia dell’isola: agricoltura e pesca.
Nel settore agricolo, il prezzo del gasolio ha ormai superato stabilmente 1,70 euro al litro, con picchi fino a 1,80 euro, a cui si sommano rincari generalizzati di concimi, energia e servizi. In una regione dove oltre il 90% delle produzioni viaggia su gomma, la prospettiva è drammatica: aziende costrette a fermarsi, migliaia di ettari a rischio abbandono e un’intera annata agraria — la 2026/2027 — che si preannuncia economicamente insostenibile.
Ancora più grave è la situazione nel comparto della pesca. Al porto di Catania, decine di pescherecci restano fermi, impossibilitati a sostenere i costi del carburante, oggi principale voce di spesa. Il pieno di un grande peschereccio è passato da circa 8.000 euro a oltre 16.000 euro. Con consumi che raggiungono i 40 litri l’ora per 12 ore di attività giornaliera, uscire in mare è diventato antieconomico. Il gasolio per il comparto della pesca, che in passato costava circa 0,54 euro al litro, oggi ha raggiunto prezzi compresi tra 1,20 e 1,50 euro al litro.
La Federazione Armatori Siciliani ha lanciato un grido d’allarme chiaro e non più rinviabile, chiedendo l’immediata convocazione di un tavolo tecnico con il Governo nazionale e regionale e avanzando proposte concrete:
* introduzione di un tetto massimo al prezzo del diesel destinato ai pescherecci;
* definizione di un prezzo calmierato in condizioni ordinarie;
* attivazione di misure straordinarie in caso di crisi economiche eccezionali.
È stato convocato un tavolo regionale per il 12 maggio, alla presenza del Governo regionale, con l’obiettivo di individuare risorse per calmierare i prezzi del carburante.
L’associazione di categoria fa bene a mantenere lo stato di agitazione: pur avendo scongiurato la mobilitazione per il 1° maggio, la pressione sociale e politica deve continuare, perché nessuno sa quando finirà la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti. Le uniche certezze, oggi, sono le migliaia di civili morti e l’aumento dei prezzi di gas, benzina, gasolio e dei generi alimentari.
Per questo motivo adesso si passi dalle parole ai fatti , e gli impegni che oggi sono stati assunti devono essere mantenuti . Per questo il 12 maggio assume una certa importanza.
Perché senza interventi immediati e strutturali, il rischio è quello di un collasso irreversibile del tessuto produttivo siciliano, con gravi ripercussioni occupazionali, sociali ed economiche. A pagare il prezzo più alto saranno non solo gli operatori dei settori coinvolti, ma anche tutti i cittadini consumatori.
È indispensabile che il Governo nazionale, la Regione e le istituzioni europee intervengano con urgenza attraverso misure concrete: sgravi fiscali sul carburante, sostegni diretti alle imprese e strumenti straordinari per contenere i costi energetici e garantire la continuità operativa delle attività produttive.
Il tempo è scaduto. Senza risposte immediate, la Sicilia rischia di perdere definitivamente due settori strategici della propria economia.
On. Concetta Raia
Dirigente PD Sicilia
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