Autovelox sulla Catania-Gela: parla il Comandante Martino

Il Colonello Domenico Martino chiarisce: "Nessuna volontà di fare cassa, il dispositivo tutela la sicurezza in un tratto stradale ad alto rischio"

A cura di Redazione
18 aprile 2026 12:29
Autovelox sulla Catania-Gela: parla il Comandante Martino -
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Sulla questione dell'autovelox installato lungo la SS 417 Catania-Gela, interviene il Colonnello Domenico Martino. Il Comandante della Polizia Locale di Caltagirone respinge le accuse di voler "fare cassa", precisando che il dispositivo, autorizzato da ANAS e Prefettura, mira esclusivamente a garantire la sicurezza in un tratto stradale classificato ad alta pericolosità. Di seguito la nota stampa.

In relazione alle numerose affermazioni rese nei giorni scorsi, sui media e sui social, circa l’installazione del dispositivo di rilevamento della velocità lungo la SS 417 Catania – Gela (al Km  1+450), si ritiene necessario intervenire per ristabilire la verità dei fatti e riportare il confronto su un piano di correttezza e responsabilità". 𝐋’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐯𝐞𝐥𝐨𝐱 è 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐞𝐜𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐫𝐞𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐚 𝐞𝐥𝐞𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐢𝐭à. "L’attività posta in essere non ha nulla a che vedere con logiche di profitto o, come qualcuno ha superficialmente sostenuto, con la volontà di “fare cassa”. La sicurezza stradale rappresenta una priorità assoluta per gli organi di polizia e per chi opera quotidianamente sul territorio. Il tratto interessato non è stato individuato casualmente, ma è ricompreso in uno specifico decreto prefettizio, aggiornato nel 2025, che lo classifica come area ad elevata incidentalità e pericolosità. Si tratta, quindi, di una scelta fondata su dati oggettivi e su valutazioni tecniche consolidate nel tempo". 𝐑𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐮𝐭𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐢𝐧𝐬𝐭𝐚𝐥𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 L’installazione del dispositivo è avvenuta al termine di un preciso iter tecnico-amministrativo, con la predisposizione di uno studio di fattibilità e di un progetto formalmente approvato da ANAS, ente proprietario della strada, che ha rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie, impartendo anche specifiche prescrizioni in materia di segnaletica, visibilità e modalità di installazione. Anche la localizzazione del dispositivo risponde a criteri tecnici ben precisi, legati sia alle condizioni del tratto stradale sia alla presenza delle infrastrutture necessarie al funzionamento dell’impianto. 𝐓𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐨 𝐚 𝟗𝟔 𝐤𝐦 𝐨𝐫𝐚𝐫𝐢: 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐢 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐢. Per quanto riguarda i limiti di velocità, è opportuno ricordare che sul tratto in questione vige il limite di 90 km/h, stabilito dall’ente proprietario della strada. Il sistema di rilevamento è impostato nel rispetto delle tolleranze previste dalla normativa, entrando in funzione solo oltre i 96 km/h. Ciò significa che chi rispetta i limiti non incorre in alcuna sanzione. I controlli effettuati hanno invece evidenziato comportamenti di guida ben oltre i limiti consentiti, anche da parte di mezzi pesanti e autobus, con velocità che superano ampiamente i valori previsti. Si tratta di condotte pericolose che rappresentano un rischio concreto per la sicurezza pubblica. 𝐈 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐮𝐥𝐭𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐜𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭à. È necessario inoltre fare chiarezza su un punto spesso oggetto di strumentalizzazione. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce in modo preciso che i proventi derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità sono soggetti a vincolo di destinazione. Tali somme devono essere rendicontate al Ministero e possono essere utilizzate esclusivamente per finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, al potenziamento delle attività di controllo, alla manutenzione e al miglioramento della viabilità. Non esiste, quindi, alcuna possibilità di impiegare tali risorse per finalità diverse o per coprire esigenze di bilancio. 𝐓𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐮𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥'𝐞𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐯𝐞𝐥𝐨𝐜𝐢𝐭à. Chi opera quotidianamente sulla strada conosce bene le conseguenze della velocità eccessiva. Gli operatori di polizia intervengono su incidenti, spesso gravi, e sono testimoni diretti di tragedie che segnano profondamente le persone coinvolte e le loro famiglie. Parlare di sicurezza non è quindi un esercizio teorico, ma una responsabilità concreta che impone scelte anche difficili ma necessarie. 𝐒𝐜𝐞𝐥𝐭𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚��𝐢𝐯𝐚 𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞. Appare altresì inopportuno e privo di fondamento il tentativo di coinvolgere la politica in questa vicenda, spesso con toni che sfociano nello sciacallaggio. L’attività di controllo della velocità rientra nelle competenze attribuite agli organi di polizia stradale dalla normativa vigente e costituisce un’attività gestionale. Si tratta di prerogative operative che spettano all’organo di polizia e, nello specifico, al Comando competente, senza che vi sia alcuna interferenza o indirizzo da parte dell’organo politico, il quale non ha titolo per incidere su tali scelte operative. 𝐍𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐛𝐚𝐥𝐢, 𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨. Particolarmente grave è anche la diffusione di dati del tutto privi di riscontro, come quelli relativi a presunti numeri elevatissimi di verbali giornalieri. Si tratta di informazioni non verificate, diffuse senza alcuna base ufficiale, mentre i dati reali sono ancora in fase di elaborazione. La circolazione di notizie di questo tipo genera allarmismo e disinformazione, compromettendo il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. 𝐏𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐚. L’autovelox non è una trappola né uno strumento punitivo, ma un presidio di prevenzione. La sua presenza ha l’obiettivo di indurre gli automobilisti a moderare la velocità in un tratto riconosciuto come pericoloso. È questo il senso dell’intervento: prevenire incidenti, ridurre i rischi, tutelare la vita umana. Si invita pertanto chiunque intervenga nel dibattito pubblico ad attenersi ai fatti, a verificare le fonti e ad evitare la diffusione di informazioni inesatte o strumentali. Le istituzioni restano disponibili al confronto, anche attraverso la condivisione dei dati ufficiali, nella convinzione che solo un dialogo basato sulla verità possa contribuire a migliorare la sicurezza e la convivenza civile. 𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐝𝐚𝐥𝐞 è 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐢𝐚𝐬𝐜𝐮𝐧𝐨.

Colonnello Domenico Martino, comandante Polizia Locale – Caltagirone

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