Caro carburanti: Sicilia record, i prezzi superano i 2 euro
Confimprese denuncia il paradosso dell'Isola: costi sopra la media nazionale nonostante la presenza delle raffinerie nel territorio
Il caro carburanti torna a scuotere l’economia italiana, ma è in Sicilia che il peso dei rincari si fa insostenibile. Nonostante il recente decreto-legge n. 33 del 18 marzo 2026, i prezzi alla pompa nell'Isola non accennano a scendere, delineando uno scenario paradossale.Secondo i dati elaborati da Confimprese Sicilia, i prezzi praticati nell'Isola sono mediamente superiori alla media nazionale di diversi centesimi. Un’anomalia che colpisce duramente le famiglie e le imprese siciliane, già penalizzate dall'insularità. "In un territorio con infrastrutture carenti, ogni aumento produce effetti amplificati", spiega Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese. In città come Palermo, il prezzo al servito ha già abbondantemente superato i 2 euro al litro sia per benzina che per diesel. Il paradosso siciliano risiede nella filiera: il differenziale di prezzo non è giustificato dalla logistica. Anzi, la Sicilia ospita importanti poli di raffinazione, fattore che dovrebbe teoricamente contenere i costi, ma che non si riflette sul prezzo finale. A livello nazionale, l’analisi storica conferma il disallineamento: nel 2008, con il greggio a 147 dollari al barile, la benzina costava 1,50€; oggi, con il petrolio a soli 100 dollari, il prezzo alla pompa resta ancorato a 1,80€, con punte ben oltre i 2 euro. Preoccupa soprattutto il diesel, fondamentale per il trasporto merci, che ha ormai agganciato o superato il costo della benzina, zavorrando la competitività del sistema economico regionale.
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