sabato, Ottobre 1, 2022
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Caro petrolio, prezzi alle stelle per diesel e benzina. L’allarme lanciato dal  presidente provinciale FIGISC-Confcommercio Ivan Calabrese

“Siamo consapevoli che per fare il pieno da un anno a questa parte il maggior costo per l’utenza è di circa venticinque Euro, ma è bene che la gente sappia che, da parte nostra, per fare un carico di carburante spendiamo in media Diecimila Euro in più”. E’ la dichiarazione del  presidente provinciale FIGISC-CONFCOMMERCIO Ivan Calabrese (nella foto) in merito all’esasperato aumento del costo del gasolio a causa della guerra in Ucraina che sta mettendo in crisi i cittadini e in ginocchio le imprese dei gestori di impianti di carburante. “Non tutti sanno che il nostro margine viene calcolato sull’erogato e non sul fatturato  erogato – continua Calabrese -, che da inizio pandemia è sceso di circa il 40%. La beffa è che a fronte di una diminuzione dell’erogato, il fatturato è rimasto più o meno uguale proprio a causa dell’aumento dei prezzi di listino. La conseguenza di questa serie di coincidenze per la nostra categoria è che siamo rimasti esclusi dagli indennizzi statali, pur avendo continuato ad operare anche durante il periodo del lockdown. Alla luce di questo oggi la maggior parte delle gestioni si trova in sofferenza economica, dato che per far fronte al maggior esborso per acquistare il carburante molti sono costretti a ricorrere, nella migliore delle ipotesi, a prestiti bancari con tassi di interesse globale che si avvicinano alla soglia del 20%, mentre il nostro utile lordo è di circa l’1,5%. E’ facile comprendere come la maggior parte delle gestioni siano sulla soglia del fallimento. Un altro fattore che sta danneggiando la nostra categoria è il proliferare delle pompe bianche che, anche se la maggior parte di essi opera onestamente, c’è una buona percentuale che traffica nel contrabbando di carburanti”.

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