mercoledì, Aprile 21, 2021
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Elezioni amministrative, il governo “studia” lo slittamento a ottobre

   Dovrebbe ricadere in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre l’election-day per le elezioni amministrative. Le preoccupazioni riguardano non solo i rischi epidemiologici derivanti dalla chiamata alle urne, nel momento in cui la curva del contagio è in risalita, ma anche i possibili assembramenti nei comizi politici che si terrebbero prima del voto.

L’idea è stata già concepita dal governo centrale, che disporrà, con un decreto legge, il rinvio di tutte le elezioni amministrative. La lista riguarda le regionali in Calabria dell’11 aprile, le suppletive a Siena e le amministrative che si terranno in circa 1.200 Comuni italiani, tra i quali alcune metropoli, come Roma, Milano, Napoli e Torino.

Il decreto legge ancora non è arrivato a Palazzo Chigi – si apprende da fonti dell’esecutivo – ma al Viminale l’istruttoria per decretare il rinvio è stata conclusa: manca solo un decreto legge e quindi un Consiglio dei ministri. Per procedere in questa direzione – si spiega in ambienti ministeriali – servirebbe l’informale via libera dei segretari dei partiti politici.

Le posizioni politiche però non sono tutte uguali: un eventuale rinvio non sarebbe gradito, infatti, a quelle forze che, in questo momento, sono ben posizionate nei sondaggi. A pesare sulla decisione del governo c’è anche la ricaduta che le elezioni avrebbero sulla scuola, che vedrebbe rallentato ulteriormente il calendario organizzativo a causa dell’allestimento dei seggi elettorali.

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L’idea è stata già concepita dal governo centrale, che disporrà, con un decreto legge, il rinvio di tutte le elezioni amministrative. La lista riguarda le regionali in Calabria dell’11 aprile, le suppletive a Siena e le amministrative che si terranno in circa 1.200 Comuni italiani, tra i quali alcune metropoli, come Roma, Milano, Napoli e Torino.

Il decreto legge ancora non è arrivato a Palazzo Chigi – si apprende da fonti dell’esecutivo – ma al Viminale l’istruttoria per decretare il rinvio è stata conclusa: manca solo un decreto legge e quindi un Consiglio dei ministri. Per procedere in questa direzione – si spiega in ambienti ministeriali – servirebbe l’informale via libera dei segretari dei partiti politici.

Le posizioni politiche però non sono tutte uguali: un eventuale rinvio non sarebbe gradito, infatti, a quelle forze che, in questo momento, sono ben posizionate nei sondaggi. A pesare sulla decisione del governo c’è anche la ricaduta che le elezioni avrebbero sulla scuola, che vedrebbe rallentato ulteriormente il calendario organizzativo a causa dell’allestimento dei seggi elettorali.

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