Raddusa: la tradizionale "pisatura" del grano

Tribune gremite in ogni ordine di posti e ressa grande nelle parterre attorno all’aia dove, per la ventiquattresima volta, è stato celebrato il tradizionale rito della “pisatura” del grano. La manifestazione clou della rinomata festa che ormai da quasi un quarto di secolo i raddusani dedicano al prodotto principale della propria terra è stata seguita da una marea di gente accorsa da ogni dove per assistere alla manifestazione che, come di consueto, ha riesumato usi, costumi, colori, sapori, cultura, folklore, tradizione e mitologia. Il taccuino dei visitatori ha registrato la presenza di oltre diecimila persone venute da ogni parte della Sicilia, dell’Italia ed anche dall’estero con emigrati giunti dalla Germania, dalla Francia, dall’Australia, dall’Argentina, dal Brasile, dagli Stati Uniti e dalla lontanissima California, per non mancare all’ormai tradizionale appuntamento. La città di Raddusa, che da tutti viene ricordata come una comunità agricola caratterizzata da un attaccamento sviscerato per la propria terra, vive una popolazione che è depositaria di una secolare saggezza che riaffiora in ogni occasione. E nell’occasione della “Festa del Grano”, ed in modo particolare nella manifestazione relativa alla “pisatura” del grano, la gente di Raddusa riesce a ricreare quelle antiche ambientazioni naturali ed a ricostruire quelle scene di vita agreste che, con i suoi gesti e con i suoi  ritmi, ripropongono una ritualità che scandisce la fatica dell’uomo ma anche le dolci cantilene, i canti propiziatori e i balli che i contadini, protagonisti di pratiche ataviche, inscenano nel corso dell’ormai tradizionale rappresentazione dell’antica “pisatura” del grano. Alla conclusione della “pisatura” e dopo la “cirnuta” il grano, pulito, è stato portato nell’apposito magazzino; poi la popolazione tutta ha partecipato attivamente  ai noti giochi nell’aia ballando e cantando le più antiche melodie popolari siciliane intonate dalla giovane Elisabetta Bannò, da Maurizio Sicilia e dai contadini, nei costumi tipici del tempo, del locale gruppo folkloristico “La Spiga” . Il sindaco Giovanni Allegra ha espresso la più grande soddisfazione per i risultati raggiunti in tutte le manifestazioni collegate alla festa che “anche quest’anno – ha detto il sindaco – ha rappresentato una serie di manifestazioni di antichissima tradizione che hanno raggiunto il clou proprio  nel pomeriggio dell’ultimo giorno con la rappresentazione reale dell’antica “pisatura” da sempre mirante al recupero della identità culturale di un popolo, quello raddusano, che da sempre vive di fatica e di sudore”. “Approfitto di questa occasione – ha detto inoltre il prof. Giovanni Allegra – per ringraziare pubblicamente tutti coloro che si sono spesi con il massimo impegno per la brillante riuscita della manifestazione”. 


Nella fotografia del fotoamatore Santo Pellegrino un momento della tradizionale fase della “pisatura del grano”.