Niente permessi edilizi se non si paga il professionista incaricato del progetto



Dopo le Regioni Calabria, Toscana, Piemonte e Basilicata anche la Sicilia ha legiferato per la tutela del lavoro svolto da tecnici liberi professionisti. E’ la legge di stabilità regionale n. 1 del 22 Febbraio 2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 26 Febbraio 2019. I titoli abilitativi edilizi non possono essere rilasciati se non vengono pagati i tecnici progettisti incaricati. Lo dice l’articolo 36 di essa predetta legge che obbliga il pagamento delle spettanze da parte del committente e che tutela pure il giusto compenso dei professionisti. La norma è stata recepita subito da molte Amministrazioni, ma già l’ interpretazione è assai dubbia e diversificata come per esempio tra il Comune di Catania (Direzione Urbanistica-Territorio-Decoro Urbano) e il Genio Civile di Agrigento. Urge quindi una correzione legislativa per un’applicazione univoca in tutti gli Enti Locali e Regionali. Infatti l’interpretazione dell’unico articolo della legge varia da un Ufficio all’altro. Da subito, 27 febbraio scorso, il Comune di Catania, anticipando tutti gli altri, ha esteso l’ obbligo dell’applicazione della nuova norma a tutte le pratiche edilizie, comprese le semplici comunicazioni (Cila, Cila Asseverata, Dia, Scia, Sca) che vengono fatte dalla committenza a cui per legge non fa seguito il rilascio di autorizzazioni.

Invece il  dirigente del Genio Civile di Agrigento in data 4 marzo scorso ha comunicato ai suoi funzionari e all’utenza come va applicato l’articolo 36 della legge regionale n. 1/2019 che ha come titolo “Spettanze dovute ai professionisti per il rilascio di titoli abilitativi o autorizzativi” e nello stesso tempo ha adottato uno schema di modello da compilare quale istanza. Ritenendo l’obbligo di applicazione solo per le pratiche edilizie a cui fa seguito il rilascio di titoli abilitativi ossia Autorizzazioni, Nullaosta, Deposito e Sanatorie.

Il predetto articolo 36 consta in tutto di due comma. Il primo obbliga il richiedente di allegare alla pratica edilizia la lettera, firmata, d’incarico al professionista mentre  il secondo comma sancisce la presentazione di una dichiarazione di notorietà a cura del professionista attestante l’avvenuto pagamento delle spettanze da parte della committenza, pena il non rilascio del titolo.

A questo punto la confusione già esiste ed è molta. Necessita al più presto dipanare l’inghippo legislativo attraverso un emendamento esplicito alla predetta legge siciliana ovvero una interpretazione autentica dell’intero articolo 36 predetto che, a quanto sembra, dia ragione al dirigente del Genio Civile di Agrigento.