Militello: Il Comune disapprova il piano di potenziamento delle pale eoliche

"Il progetto tecnico di re-powering è irricevibile. Nessuna royalties sul fatturato energetico o merce di scambio potrebbe compensare le perdite del nostro territorio. Il giudizio dell’Ente locale è negativo perché le nostre contrade rurali e l’ambiente meritano più rispetto”. Il Comune di Militello ha espresso valutazioni contrarie al piano di potenziamento del parco eolico che sovrasta dal 2003 paesaggi rurali e colline verdi. Orientamenti politici e atti d’indirizzo, con il supporto di rappresentanze di movimenti popolari e cittadini, sono emersi dall’ultima seduta del Consiglio comunale, che ha pure rilanciato, in un ordine del giorno, il parere contrario dell’amministrazione. I riflettori di due imprese – la “Erg Wind Sicilia” e la “Erg Wind Sicilia 2” – sono stati accesi sui programmi di conversione delle turbine esistenti, che sarebbero ridotte da 59 a 29 unità. Le aree d’intervento dovrebbero comprendere pure alcune località di Vizzini e Mineo. L’incidenza delle pale, nel territorio militellese, passerebbe dalle attuali 19 a 11. Il responso finale, tuttavia, sarà dato dal governo statale. Non ha dubbi il sindaco Giovanni Burtone, secondo il quale “l’impatto – ha detto in aula consiliare – sarebbe assai devastante. La nostra comunità, che ha già pagato un prezzo alto sul piano paesaggistico, non può accettare altre violenze. Non è gioco il mantenimento della salute pubblica, ma l’immagine della città dell’Unesco. La nostra scelta investe il metodo e il merito della questione”. Pareri contrari (non vincolanti per il Ministero dell’Ambiente) sono stati dati dal responsabile dell’Area tecnica municipale, arch. Salvatore Campisi. Sarebbe raddoppiata l’altezza delle nuove turbine (da 75 a 150 metri) e l’incremento della potenza individuale (da 0,85 a 4 megawatt). Le convenzioni con i proponenti saranno definite dopo l’eventuale approvazione del procedimento. Osservazioni e chiarimenti sono stati resi dai tecnici delle due aziende, che hanno parlato di “soluzioni più avanzate sul piano tecnologico. La produzione di energia da fonti alternative, in linea con le ultime direttive europee e nazionali, sarebbe quadruplicata. Il numero degli impianti eolici sarà dimezzato, mentre cresceranno tutti gli standard di sicurezza e i livelli di efficienza”. Le misure compensative, in termini di “gettito” economico, potrebbero arrivare al 3% del fatturato annuo, con una stima complessiva di 600mila euro di introiti netti per i tre Comuni. Le casse civiche di Militello ne incasserebbero fino a 200-230mila. Altri vantaggi sarebbero legati all’apertura del cantiere di lavoro per 14 mesi e all’occupazione massima di 60 addetti (tra professionisti e operai). Altre posizioni avverse sono state ribadite dai consiglieri Giuseppe Astorina e Carmelo Coniglione, nonché dai cittadini Salvatore Smecca (“Impegno comune”) e Claudio Sinagra (M5Stelle). Dai banchi del Centrosinistra, invece, Salvo Cannata ha chiesto un esame più attento di elaborati e relazioni, sostenendo l’opportunità di una rimozione dei tralicci che deturpano la visione del centro storico. Aperture al confronto e al dialogo, infine, sono state sollecitate dal geom. Mario Barresi. Il rinnovo del parco prevede un investimento ventennale e per un importo complessivo di circa 115 milioni di euro. Le ricadute locali, in tempi di “magra” economica e di scarse opportunità per il settore edile, non sarebbero inferiori al 30% per la realizzazione di opere civili e servizi.