Il Giro d'Italia passa da Raddusa. Una giornata storica per la città del grano

La giornata del 10 maggio 2018 resterà la città di Raddusa è stata una giornata storica per due motivi: primo perché ha ha registrato il passaggio del 101° Giro d’Italia; secondo per il commento ultraoffensivo del telecronisti della RAI (un certo Rizzato) che, nella sua sciagurata telecronaca, ha definito Raddusa “città del papavero da oppio” e, proiettando il filmato di un campo di papaverina, che con Raddusa non aveva niente a che vedere (chissà da dove lo avrà preso), ha definito quella che è da sempre sventola con orgoglio la bandiera di “Città del Grano” come “il paese di Pablo Escobar… dove sono state trovate 90 mila anziché 90  piante di paparina”. Da settimane la città di Raddusa si preparava ad accogliere il passaggio del Giro con grande fermento e lo ha fatto col più grande entusiasmo popolare. Ha salutato con affetto e applaudito a scena aperta i ciclisti più famosi del mondo che hanno attraversato tutto il centro storico della città. Durante il passaggio dei ciclisti però la città è stata letteralmente ignorata dall’operatore della diretta Rai che ha sostituito le immagini riprese dall’alto facendo vedere solo un campo di papavarina ripreso da chissà dove. Ciò ha fatto indignare i cittadini di Raddusa che si sono sentiti denigrati ed offesi dalle fantomatiche affermazioni dell’incauto telecronista. “Sono cose da pazzi… – ha detto a caldo il prof. Riccardo Allegra – Io ricordo perfettamente quegli avvenimenti accaduti nel maggio del 1985. Quello fu un clamoroso errore della Magistratura e della Guardia di Finanza, tanto che le persone innocentemente arrestate furono rilasciate immediatamente. Ricordo ancora quella mattina Raddusa si svegliò letteralmente in stato di assedio. Elicotteri, gazzelle dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, tutti per catturare quei poveri contadini che nel loro campicello avevano alcune piantine di papaverina, cresciute assieme al grano, da cui venivano ricavati i semi che andavano a guarnire il pane secondo una tradizione praticata da tempo immemorabile. Credo che il commentatore del Giro d’Italia, con l’arrogante spregiudicatezza, tipica di alcuni giornalisti, abbia spulciato i giornali del tempo e si sia lasciato andare alle sue sciagurate considerazioni senza avere né la sensibilità né l’accortezza di accertarsi su un avvenimento di cui Raddusa fu vittima e no artefice”. Contro le affermazioni dell’incauto telecronista ha tuonato il sindaco prof. Giovanni Allegra che minacciando azioni legali ha affermato “durante la traversata a Raddusa del 101° Giro d’Italia abbiamo appreso notizie non rispondono a verità. Noi ci siamo impegnati ad accogliere il giro in maniera straordinaria ed abbiamo speso le nostre energie per rendere presentabile agli occhi del mondo la città di Raddusa abitata da gente onesta e laboriosa. Raddusa è la “città del grano” e non la “città del papavero da oppio” come l’ha incautamente definita il telecronista della Rai e non è neanche il paese di Pablo Escobar. Raddusa non meritava questa configurazione perché ha una nobile tradizione di città onesta e laboriosa. Queste notizie ci hanno rattristato perché hanno offeso tutta la cittadinanza. Vogliamo che venga rettificato il profilo della nostra città altrimenti adiremo alle vie legali”. Al coro dei tantissimi raddusani che, via social, hanno protestato contro le affermazioni dell’incauto telecronista Rai, si è aggiunto il dott. Elio Cigna, presidente di una Associazione di Consumatori che ha inviato alla Direzione della Tv di Stato due e.mail di protesta invitando la stessa ad effettuare “una chiara e precisa rettifica” altrimenti la sua Associazione attiverà tutte le azioni possibili, comprese quelle legali, per tutelare l’immagine della città di Raddusa, “perché  – ha detto il dott. Elio Cigna – a Raddusa vivono cittadini onesti e laboriosi alcuni di quali, in quel 1985, sono stati infangati da un macroscopico errore giudiziario dal quale però ne sono usciti indenni. Anziché andarsi a studiare la storia di Raddusa l’incauto giornalista della Rai ha pensato di etichettare l’intera comunità raddusana come se fosse una contrada della Colombia, e il paese di Pedro Escobar, tirando fuori un fatto accaduto 33 anni orsono che è stato un vero e proprio harakiri della Guardia di Finanza. La gente di Raddusa che aspettava con grande trepidazione  il passaggio del Giro d’Italia e che, alla carovana rosa, ha riservato un accoglimento trionfale, è rimasta allibita nell’ascoltare le considerazioni del cronista Rai, Stefano Rizzato, ritenute false e fortemente lesive dell’immagine della città che è, e resta, la “Città del Grano” e non la “Città dell’oppio” come il “prode” giornalista l’ha definita. Noi cittadini raddusani non ci stiamo a questi tipo di giornalismo e pretendiamo una rettifica alla malainformazione perpretata durante la trasmissione della 6^ tappa del 101° Giro d’Italia”. Nella foto di Santo Pellegrino vediamo il passaggio della carovana rosa nella piazza principale del paese.