Finanziamenti ridotti per Radio Radicale. Il sindaco Ioppolo aderisce all'appello per salvarla



Una voce libera e democratica che dà spazio a tutte le culture politiche e svolge l’insostituibile funzione di informare, con le dirette sulle seduta d’aula, sui lavori parlamentari e non solo. Lo dichiara il sindaco di Caltagirone, Ioppolo che aderisce all’appello rivolto al Governo nazionale per tentare di scongiurare la chiusura di Radio Radicale dopo la decisione di dimezzare la Convenzione che ne garantisce il servizio pubblico. Nello specifico Radio Radicale da circa 40 anni porta a conoscenza di tutti gli italiani ciò che accade all'interno delle istituzioni politiche, di Governo e giudiziarie. C'è però da ricordare che, così come riporta il sito newsline.com: "Radio Radicale gode di un doppio contributo di importo molto rilevante (14 milioni totali anche per il 2018) derivante da altri provvedimenti. 10 milioni arrivano da una Convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico, finora rinnovata annualmente, per la ritrasmissione dei lavori parlamentari; Altri 4 milioni arrivano invece a Radio Radicale per una legge del 1990 che sostiene le imprese radiofoniche private che trasmettono quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore sette e le ore venti. Radio Radicale è l’unica che attualmente riceve questo tipo di contributi ma la Legge di bilancio prevede che questo forte sostegno venga cancellato dal 2020. Invece sulla Convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico (10 milioni di euro) molti sostenitori di Radio Radicale hanno fatto notare la natura di ‘servizio pubblico’ (che però non è stata riconosciuta da nessuna legge, finora) senza pubblicità (per sua scelta, peraltro) e quindi hanno negato l’opportunità del taglio previsto, con l’importo che scendeva nei propositi da 10 a 5 milioni di euro l’anno (sono cifre molto alte, comunque), comunque prorogato sino al 30 giugno di quest'anno". Poi si vedrà.