Confronto sul cybercrime, tra i primi dieci pericoli del pianeta



Criptovalute, blockchain e bitcoin rendono più complesso lo scenario fiscale travalicando i confini tra Stati e sfocando i limiti entro i quali agire. Se ne è parlato in un incontro tra forze dell’ordine, banche e professionisti. "Il cybercrime è sempre il risultato di disattenzioni individuali, sia di singoli utenti che di realtà aziendali" è quanto dichiarato da Gennaro Gigante, direttore della filiale catanese della Banca d’Italia, che ha voluto fortemente questa giornata di confronto per alzare il livello di attenzione anche e soprattutto tra i cittadini. Il danno subito dalle aziende italiane per crimini informatici ammonta a 9 milioni di euro, come ha dichiarato il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco; mentre il dirigente della Polizia Postale Marcello La Bella ha citato il Rapporto Clusit 2019 dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica, da cui emerge che nell’ultimo biennio il tasso di crescita del numero di attacchi gravi è aumentato di 10 volte rispetto al precedente. Puntando una lente d’ingrandimento nel territorio catanese, «nel 2018 si sono verificati almeno 10 importanti attacchi di Business Email Compromise che hanno riguardato imprese importanti, con un danno di oltre 300mila euro, che abbiamo in parte recuperato» ha affermato La Bella. Il capitano della Guardia di Finanza Gianluca De Meo ha invece riportato la stima del Rapporto Clusit 2018, secondo cui il costo totale che l’Italia sostiene è intorno a 10 miliardi di euro. presenti altri autorevoli personalità: Giorgio Sangiorgio, Giuseppe Balestrazzi, Giuseppe Lo Faro, Vincenzo Lo Piccolo, Fabio Bernasconi, Sabina Di Giuliomaria, Paola Giucca, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro. Nel corso della giornata hanno portato la propria testimonianza anche il Consorzio Abi Lab (Associazione Bancaria Italiana) con l’intervento del segretario generale Romano Stasi, e la STMicroelectronics con le relazioni dei manager Daniele Ditta e Michele Scarlatella. Una ricchezza di contenuti difficile da sintetizzare ma che ritrova il proprio valore nel pensiero espresso dal presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò: «Rapportarsi in modo sinergico alle problematiche dell’innovazione è la straordinaria capacità delle istituzioni della città etnea».