Benedetto XVI torna al monastero Mater Ecclesiae dopo il viaggio a Monaco di Baviera



Il Papa emerito Benedetto XVI è tornato al monastero Mater Ecclesiae dove risiede dopo la storica rinuncia del 2013, dopo essersi recato a trovare il vegliardo fratello Georg, che versa in condizioni di salute ormai precarie, vuoi per la veneranda età (96 anni), vuoi per la malattia. Un volo di stato, un aereo militare Italian Airforce 3131, partito giovedì 18 giugno da Ciampino alle 10.52 ed atterrato a Monaco di Baviera alle 11.45 aveva riportato in patria il Papa emerito, che è uscito per la prima volta dopo la storica rinuncia dai confini italiani. In questo viaggio è stato accompagnato come sempre dal suo fedele segretario e Prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gänswein, dal medico, da un infermiere, da una delle Memores Domini e dal vicecomandante del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. All’arrivo a Monaco, il Papa emerito è stato accolto dalle infermiere del Malteser International, l’organizzazione sanitaria dell’Ordine di Malta, che ha reso più funzionale il trasporto del Papa emerito a Regensburg dove si trova il fratello. Benedetto XVI come dimostrato da molteplici foto, che nelle ore successive hanno letteralmente invaso il web, è apparso smagrito e costretto in sedia a rotelle, tuttavia come sempre straordinariamente lucido. Benedetto XVI è tornato in Vaticano con un volo da Monaco di Baviera atterrato a Roma lunedì 22 giugno attorno alle ore 13. La decisione di raggiungere il fratello è stata presa in fretta dopo che la salute di quest’ultimo era rapidamente peggiorata nei giorni scorsi. Il Papa emerito, nei pochi giorni di permanenza in Germania, “esausto ma contento” di stare accanto all’amato fratello, ha fatto anche un amarcord nei luoghi di famiglia. E’ stato anche in preghiera sulla tomba dei genitori. A causa della pandemia monsignor Georg non è stato presente in Vaticano come sempre nei giorni di Pasqua e per il compleanno del Papa emerito il 16 aprile scorso. Il valente seminarista iudicense, Rosario Vitale, ha sottolineato: <<Sia l’età, sia il quadro sanitario del Papa emerito, come pure la situazione di pandemia mondiale non consigliavano certo uno spostamento, ma Benedetto XVI non avrebbe rinunciato a portare la sua vicinanza al fratello, ormai l’unico parente in vita, il loro legame è troppo forte, è il legame di una vita passata insieme, di una vita fatta di piccole cose, di tradizioni, un amore che nasce dal Vangelo>>. Ha continuato il ventottenne seminarista: <<Dall’alto dei suoi 93 anni, Benedetto XVI ha insegnato ancora una volta ad un’Europa scristianizzata e ad un mondo ormai largamente relativista che l’amore vince su tutto e nonostante tutto. Ha scosso le coscienze di chi in questi mesi con l’aggravarsi del virus ha dimenticato una delle opere di misericordia corporale, visitare gli infermi, dando così riprova della sua grande umanità e umiltà>>. Ha concluso il seminarista Rosario Vitale: <<Ebbene questa volta non è stato un comunicato, un’omelia, un pensiero scritto in un libro a suscitare stupore e interesse, bensì un gesto che vale più di mille parole, farsi prossimo di chi è nel bisogno, questo il grande insegnamento che Benedetto XVI ha dato al mondo intero che è ormai “ubriaco” di distanziamento sociale e incontri online, nella speranza che quest’ultima (chissà) lezione del professor Ratzinger possa farci riscoprire le radici cristiane rendendoci tutti più umani".